La Vasca Votiva di Noceto

L'eccezionale monumento della civiltà terramaricola

IL RITROVAMENTO

Nella primavera del 2004 uno sbancamento effettuato nel corso di lavori edili nella zona sud di Noceto ha tagliato il fianco della collina nota come “la Torretta”, mettendo incidentalmente

alla luce una stratificazione di due metri. Una  sorta di deposito che sembrava colmare un’ampia fossa, dalla quale affioravano frammenti ceramici ed alcuni pali di legno. Iniziava così la scoperta di un sito archeologico di rilevanza straordinaria, una terramare dell’Età del Bronzo che avrebbe modificato le attuali conoscenze riguardo a questo periodo storico.

IL CONTESTO CRONOLOGICO E CULTURALE

La vasca lignea era originariamente ubicata al margine della “terramara” di Noceto, che fu distrutta nel XIX secolo dalle cave di “terra fertile” . Di essa resta solo la forma del terrazzo su cui si trovava, tagliato da un fossato a monte e limitato a valle da un corso d’acqua, forse usato come fossato. I pochi materiali rinvenuti la datano tra Bronzo medio e Bronzo recente (XIV-XIII secolo a.C.). Chiamiamo “terramare” gli abitati che occuparono capillarmente la parte centrale della pianura padana fra il XVI e il XII secolo a.C., nella piena età del Bronzo. Sono villaggi vasti da uno a parecchi ettari, che erano delimitati da palizzate lignee, terrapieni e fossati, entro i quali le abitazioni erano disposte in allineamenti regolari. Le continue ricostruzioni degli edifici di legno, susseguitesi nell’arco di oltre quattro secoli, formarono potenti stratificazioni, che diedero a questi siti l’aspetto di dossi artificiali. Le terramare sono l’espressione di una civiltà in possesso di un buon livello tecnologico, una florida economia ed una organizzazione sociale di tipo tribale, che le consentirono di raggiungere, negli oltre quattro secoli della sua durata, un livello di sviluppo tra i più elevati in Europa. Ad essa tra l’altro si devono le prime marcate trasformazioni del territorio, costituite da massicci di- sboscamenti e dalle prime regimazioni idrauliche, in vista della costruzione dei villaggi e della creazione di coltivazioni di cereali e di estesi pascoli per gli ovini e i bovini. La maggior parte dei dati noti sulle terramare riguarda gli aspetti economici, tecnologici ed organizzativi. Meno bene conosciamo la spiritualità di questo po- polo, che tuttavia sembra rivolgersi soprattutto al sole – incarnazione di un’entità superiore – oltre che alle acque e alle vette montane. Figurine animali o umane e vasetti in miniatura sono invece interpretati come testimonianza di rituali domestici. La vasca di Noceto rappresenta un documento unico non solo perchè la sua struttura è senza confronti in Europa per dimensioni e complessità, ma anche perché costituisce un tipo di testimonianza rituale finora non attestato.

LA VASCA LIGNEA DI NOCETO

La vasca di Noceto rivela un’accurata progettazione, approfondite nozioni di ingegneria, geotecnica e silvicoltura, una raffinata carpenteria, grandi capacità organizzative ed un ingente investimento di lavoro e risorse. Per la sua realizzazione fu scavata una cavità di 20 x 14 metri e profonda oltre 4, entro la quale fu costruita la vasca, ampia 12 x 7 m. Il perimetro fu rivestito di assi messe di taglio, fermate da 24 pali verticali alti più di 3 m, posti a distanze regolari.I pali furono poi bloccati alla base e alla sommità da lunghissime travi orizzontali poste in un reticolo ortogonale e da due in diagonale. L’intera vasca era inserita all’interno di una più grande struttura lignea, mai entrata in uso per il crollo delle pareti.I sedimenti che colmano la vasca dimostrano che essa è sempre stata colma d’acqua: questo fatto,  insieme alla natura impermeabile del terreno argilloso, è la causa della conservazione della struttura e degli oggetti lignei.  Resta da spiegare come la vasca, che ha una capacità di oltre 1500 mc, sia stata riempita d'acqua ed alimentata per almeno cento anni, tanto più che essa si trova in una zona rilevata, dove l’acqua non può affluire per gravità.Tra il materiale rinvenuto all’interno vi sono oltre 100 vasi interi o ricomponibili, databili tra la fine del XV e la fine del XIV secolo a.C. (fase avanzata del Bronzo medio). La loro posizione, con  l’imboccatura in alto, indica che non sono stati gettati, ma accuratamente deposti: è questo il principale indizio per attribuire una funzione rituale alla vasca di Noceto.Vi sono inoltre molti altri oggetti, tra cui vasetti miniaturistici, figurine di animali ed una, assai stilizzata, probabilmente umana. Particolare interesse hanno i manufatti di legno e di altri materiali deperibili, il cui rinvenimento nei siti archeologici è possibile solo in condizioni anaerobiche. Tra il materiale di Noceto vi sono manici di asce, pale, cestini, cunei, aste e soprattutto quattro aratri, del tipo fatto in un solo pezzo di quercia.

La vasca di Noceto rappresenta infine uno straordinario archivio per lo studio della vegetazione dell’età del bronzo, poiché in essa sono conservati pollini e macroresti vegetali, che rivelano un paesaggio di pascoli cespugliati e coltivi.

L’iter di valorizzazione

L’Amministrazione Comunale di Noceto da questo momento ha coordinato con operazioni di scavo, messa alla luce e restauro le attività di valorizzazione del reperto avvalendosi degli Enti preposti mediante la stipula di apposita convenzione, con riferimento particolare alla Direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna e dell’Università degli Studi di Milano, Dipartimento Scienze della Terra. Gli interventi hanno rivelato l’esistenza di una gigantesca vasca senza confronti in Italia, costruita nel XV secolo A.C. e rivestita in legno, il cui significato e la cui funzione vanno ricercati con ogni probabilità nella sfera del sacro. Nel 2007 è stata allestita presso il Castello della Musica una mostra che ha proposto una parte di manufatti dello scavo già restaurati.

L’indagine archeologica

L’indagine ha consentito di valutare forma, estensione e natura del deposito, evidenziando però, oltre alla sua eccezionalità, anche i notevoli problemi che esso pone specialmente sul piano della conservazione del legno. Il progetto è attualmente in corso grazie ai finanziamenti del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e di Fondazione Cariparma. Restano da completare le operazioni di ricostruzione della vasca e il restauro di tutti i manufatti.

Il Museo Archeologico

L’Amministrazione Comunale ha già realizzato una struttura che permetterà di ospitare il Museo permanente per l'esposizione della Vasca Votiva e dei reperti ritrovati presso la struttura polifunzionale del centro Culturale Biagio Pelacani.Sono in corso d'opera i lavori per terminare il completamento degli spazi espositivi.

 

La Vasca Votiva è anche al centro di una pubblicazione uscita nel 2008 ed edita da Skirà.

 

Documenti: 
Brochure vascavotiva.pdf (7.19 MB - pdf)